My roof, this morning. (Taken with instagram)

My roof, this morning. (Taken with instagram)

clessi:

Day & Night. Il corto che precede il film Toy Story 3. Una piccola lezione di vita.

(via creativeroom)

clessi:

Le tre scimmie.

(via 9gag)

clessi:

Le tre scimmie.

(via 9gag)

Anni dieci.

Siamo negli anni dieci del terzo millennio. Il mondo è connesso e si parla continuamente. Leggiamo Wired prima di andare a dormire e leggiamo notizie da tutto il pianeta sui nostri smartphone appena ci svegliamo.
Di giorno, poi, ci ritroviamo a lavorare ed a parlare con gente che stampa le mail che riceve. Che parla di internet come un fastidioso diversivo, che pensa che stare bene a casa propria voglia dire che al mondo tutto va bene.
Siamo nati negli anni ottanta, chi poco prima, chi poco dopo. Abbiamo visto la tecnologia fare i passi davvero importanti, abbiamo visto uomini lottare concretamente per fare questa società. Abbiamo costruito questo mare immenso che è internet mattone su mattone, pagina su pagina.
È il momento, per le vecchie generazioni(e uso il termine vecchie con tutto il rispetto di cui dispongo, ed è tanto) di lasciare il sedile del comando a noi. Loro dimostrerebbero una rara intelligenza, e ne avrebbero bisogno, visti gli errori di valutazione di cui leggiamo ogni giorno, noi potremmo stampare questi decenni nei libri di storia dei nostri nipoti, sempre che si tratti di libri digitali.
Tutto questo è banale, avete ragione, ma è incredibilmente giusto, e dovreste banalmente ripetervelo fino alla nausea ogni giorno.

Intervista l’intervistato: Cesare Rasini !

technstory:

Conoscere persone nuove, parlarci, confrontarsi e scoprire che la pensano esattamente come te e che addirittura hanno le tue stesse passioni, è una delle cose migliori che possano succedere. E questo fine settimana, mentre intervistavo Cesare Rasini (alias @cesarerasini), è accaduto proprio questo. Seguo Cesare da tanto tempo su Twitter, ma non avevo mai avuto la possibilità di parlarci come in questa occasione e sinceramente non posso che essere felice di aver conosciuto una persona così intelligente, in gamba e affabile come lui, soprattutto perché di questi tempi è difficile incontrare brave persone. Cesare è davvero una persona con grandi ambizioni e sicura di sé e queste sono qualità che personalmente apprezzo molto in un essere umano. Detto questo, sono molto lieto di farvi conoscere una delle persone più creative e determinate di Milano, Cesare Rasini:

1. Racconta qualcosa di te, dove sei nato, quanti anni hai, che studi hai fatto?

Sono nato a Milano, dove ho vissuto tutti i 22 anni della mia vita (anche se è da una buona metà in poi che progetto di andarmene). Comunque è la città migliore che potesse capitarmi, perché le mie passioni principali sono la grafica e la pubblicità, e nel resto dell’Italia purtroppo non c’è un numero di agenzie paragonabili. Quindi in sostanza sono nato qui, ho studiato grafica e advertising all’Accademia di Comunicazione, sempre a Milano e ora sto per iniziare a lavorare, anzi, a dire il vero comincio tra poco più di una settimana!

2. Di cosa ti occupi in questo momento? E in cosa consisterà tuo prossimo lavoro?

Io sono in tutto e per tutto un Art Director, cioè in pratica mi occupo dell’immagine per quanto riguarda qualsiasi tipo di progetto, tipo spot in tv, copertine di libri, allestimenti di mostre, grafica di cd e quant’altro. Bene o male il 95% delle cose che abbiamo sott’occhio tutto il giorno (sì, anche il pacchetto del dentifricio!) è un’idea di un Art Director, spesso anche una sua diretta realizzazione e tra una settimana circa inizierò a fare precisamente questo!

3. Come e quando è avvenuto il tuo primo contatto col mondo della grafica?

Semplicemente attraverso il lavoro dei miei genitori, che hanno un agenzia di pubblicità e quindi computer con su programmi di grafica, con cui quindi ho avuto a che fare da sempre! Nella mia cameretta arrivavano i computer dismessi dai miei, quindi magari a 9 anni mi ritrovavo a giocherellare con Photoshop e quindi così ci ho preso la mano, poi la passione ha fatto il resto.

4.  Sò che sei un Apple-Addicted, come è successo? e quando è iniziata?

È iniziato tutto il primo giorno di università, quindi ormai quasi quattro anni fa. Sono entrato in aula per la prima lezione, ci saranno stati circa 40 Mac e non ne avevo praticamente mai utilizzato uno. Mi sembrava di essere tipo un bambino in un parco giochi che vuole provare proprio tutto e non vuole mai uscire, infatti, da quel giorno non sono più uscito dal mondo della mela!

5. Che tipo di rapporto c’è tra la tua famiglia e quello che fai? Ti hanno sempre aiutato in questo?

Ovviamente i miei genitori non potevano che essere felici nel vedere che quello che era il loro lavoro piano piano diventava per me una vera e propria passione. Però io ho sempre cercato di staccarmi in ogni modo da loro in quel senso, perché mi sembrava troppo semplice e io volevo farcela solo con le mie forze. Sarebbe stato semplice una volta finito di studiare andare a lavorare da loro, ma non ho mai assolutamente voluto una cosa del genere e questo mio modo di pensare mi dona veramente tantissime soddisfazioni!

6. A Milano, c’è spazio per i giovani grafici? Cosa consigli alle persone che cercano lavoro in questo campo?

Se parli di giovani grafici che intendono farsi pagare bene ed essere presi in considerazione fin da subito, forse dovrebbero cambiare città. Forse meglio cambiassero anche nazione, di spazio ce n’è a volontà, ma è gestito da approfittatori, quindi l’unica cosa è rassegnarsi a farsi sfruttare e lavorare gratis per un po’. Quello che consiglio è di stringere i denti il più possibile e di non pensare MAI che la gente più brutta che si incontra, corrisponda alla realtà di come stanno le cose. La cosa che consiglio di più, è alimentare giorno dopo giorno, quella grande smisurata e infinita passione per quello che si fa. Quella, da sola, supera ogni ostacolo!

7. Guardando nel tuo futuro, come ti immagini tra circa 20 anni?

La mia Bio su Twitter dice tutto sull’argomento futuro. Mi vedo con tanto successo tra le braccia, tanta stima nelle orecchie, una bellissima famiglia davanti agli occhi, il profumo dell’autunno nella grande mela nelle narici e il sapore di una croccante soddisfazione sotto i denti (davvero, sono smodatamente ottimista).

8. Se un giorno invece dovessi ritrovarti senza più nulla tra le mani, senza soldi, senza una casa, qual’è la prima cosa che ti verrebbe in mente di fare?

Il mio lavoro è la pubblicità, quindi fondamentalmente convincere la gente che la cosa di cui gli stai parlando è migliore di un’altra, partendo da zero. Saprei ripropormi pur non avendo niente tra le mani e magari anche con un brutto aspetto in quel momento, troverei i miei plus anche in quella situazione e abbindolerei qualcun. Da lì pezzo per pezzo ricostruirei tutto, è deformazione professionale, sono portato a trovare degli aspetti positivi nei prodotti anche se in realtà non ci sono!

9. Cosa pensi delle nuove generazioni e dell’Italia di oggi?

Le nuove generazioni sono fortunate! Io sono nato nel 1987, non tanto tempo fa in fondo, ma per un bel po’ ti tempo non ho avuto a che fare con Smartphone e internet ovunque. Quelli di questa generazioni sono nati con una mentalità completamente diversa dalla nostra, quindi hanno una grandiosa fonte da cui attingere dentro di loro. Personalmente non sono assolutamente in grado di giudicare se la sappiano sfruttare o meno! Per quanto riguarda l’Italia di oggi, come si sarà capito dal fatto che parlavo di volermene andare, non sfrutta l’enorme potenziale che ha ed è paragonabile al terzo mondo. Non sto ad entrare in discorsi politici, ma è la tristissima verità..

Cambiamo argomento:

10. Twitter, parliamone, cos’è per te questo social? Lo consideri semplicemente come tale o per te c’è qualcosa di più?

Devo dire che per me Twitter è come una scuola. Io nella realtà, quando conosco una persona, cerco sempre di imparare qualcosa. Su Twitter hai il grandissimo vantaggio di poter conoscere e praticamente leggere nei pensieri di centinaia di persone alla volta, è una cosa talmente semplice che riesce a tirare fuori il vero da chiunque. Lì riesco delle volte a condividere un mio pensiero che magari nella realtà non direi, per il semplice motivo che su Twitter l’approccio porta la gente a capirti, cosa che spesso non accade. Quindi è una grande opportunità e un’enorme risorsa che ha anche cambiato in svariati casi il mio modo di lavorare, seguendo consigli di gente esperta.

11. E’ cambiato qualcosa nella tua vita da quando sei iscritto su Twitter?

Sono su Twitter da relativamente poco, circa marzo/aprile 2009, sono entrato in un periodo molto brutto e complicato della mia vita, non che le due cose siano collegate. Da quel momento in poi la mia vita è cambiata moltissimo, non direi GRAZIE a Twitter, ma è su questa piattaforma che ho scritto ciò che pensavo e ho parlato di come e perché tutto stesse cambiando, quindi ci sono molto affezionato da questo punto di vista.

12. TNS, sta cercando di dare spazio non solo alla tecnologia dal punto di vista dell’oggetto in se, ma vuole raccontare la storia di quelle persone che ogni giorno ci convivono e che lavorano grazie a questo, cosa ne pensi?

Trovo che sia la cosa migliore per affrontare la cosa, in fondo saremo anche circondati da oggettini che sono in grado di fare qualsiasi cosa, ma di certo ancora non possono parlare e pensare, quindi il punto sta nel capire quelli che sono la mente dietro a queste tecnologie. Lo trovo un punto di vista di cui pochi parlano e mi interesserebbe molto approfondire, non ne posso più di blog che danno la LORO versione sulle solite cose.  Oltretutto mi sento una di “queste persone che convivono e lavorano con la tecnologia”, quindi, ottima idea!

13. Credi che l’evoluzione della tecnologia stia influendo negativamente sulla crescita delle nuove generazioni?

Credo che quelli che pensano alle varie tecnologie da introdurre sul mercato non siano dei pazzi sprovveduti. Sanno benissimo che il vero valore aggiunto non sarà mai dentro le loro macchine, ma sarà sempre dentro le teste di chi le usa, quindi non tenterà mai di rubare del lavoro al caro vecchio cervello, se mai cercherà di sfruttare il più possibile tutte le sue risorse. Quindi non dobbiamo preoccuparci per i giovanissimi d’oggi. Anzi, la loro creatività sarà spremuta anche meglio della nostra!

14. Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, questo è il momento per farlo :)

Posso dare un ultimo consiglio, valido per ogni essere vivente: Non bisogna smettere mai di essere curiosi, bisogna trovare in se stessi la capacità di vedere OGNI cosa da più punti di vista possibili e bisogna cercare di alimentare la propria creatività in ogni occasione, sia che uno lavori in un fast food oppure nell’ufficio design di una grande azienda, la creatività, la fantasia e la curiosità sono dentro TUTTI noi, e sono loro che non ci fanno invecchiare mai! Tutti hanno dentro una grande capacità, solo essendo certi di averla, questa viene fuori!

Cosame al solito ringrazio infinitamente Cesare e vi invito a guardare alcuni dei suoi lavori su Flickr e Deviantart, a breve sarà comunque online su cesarerasini.it il suo Portfolio completo.

Le tredici cose da fare in un centro commerciale…

linux29:

moleskina:

johnjoejosh:

hollywoodparty:

1 ) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli
negli altri clienti mentre non guardano.

2 ) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a
intervalli di 5 minuti.

3 ) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del
bagno.

4 ) Avvicinati a un a un impiegato e digli con tono serio: “codice 3
nel reparto casa”. E osserva la sua reazione.

5 ) Sposta un cartello “attenzione- pavimento bagnato” in una zona con
moquette.

6 ) Monta una tenda nel reparto di camping e dì al resto dei clienti
che li inviti a entrare solo se ti portano dei cuscini dal reparto letti.

7 ) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti può aiutare,
inizia a piangere e chiedile “Perché non mi lasciate in pace?”.

8 ) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre
peschi nel tuo naso.

9 ) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se
sa dove sono gli antidepressivi.

10 ) Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre
fischietti la musica di Mission Impossible.

11 ) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare
un’occhiata dì a voce bassa “prendimi, prendimi”.

12 ) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione
fetale e grida “ancora quelle voci!!”.

13 ) Entra in un camerino e grida a voce alta: “hey! non c’è carta!!!

nightsanddays:oruav:nicomassa:flatguy:robertodragone:kevantha:carlab

Questo weekend, traslocando un ufficio nuovo dentro l’agenzia dei miei, ho recuperato questo piccolo gioello! Un vecchio mouse nero Apple di un G4. Unico difetto è che parrebbe completamente deceduto..ora però provo a dargli qualche scarica di defibrillatore!

Questo weekend, traslocando un ufficio nuovo dentro l’agenzia dei miei, ho recuperato questo piccolo gioello! Un vecchio mouse nero Apple di un G4. Unico difetto è che parrebbe completamente deceduto..ora però provo a dargli qualche scarica di defibrillatore!

In questo momento la mia bestiola è incandescente e la batteria si scarica a vista d’occhio. E questo mi fa riflettere su una cosa..Apple e allo stesso tempo altri siti e blog dedicati e correlati rilasciano i vari consigli su come ovviare al problema, ovvero:Disattivare il 3G
Disattivare le notifiche Push
Abbassare al minimo la luminosità
Limitare la navigazione in generale anche in Wi-fi
Etc etc..insomma Apple pubblicizza ogni volta in conferenze seguite in tutto il mondo le sue mille capacità e testa e rilascia per mesi le notifiche push e altre funzionalità, per poi consigliare di non utilizzarle per poter usare al meglio l’iPhone!C’è qualcosa che non mi è molto chiaro in tutta questa situazione..Tutto quello che so è che il mio telefono soffre il caldo e io pure!..uff

In questo momento la mia bestiola è incandescente e la batteria si scarica a vista d’occhio. E questo mi fa riflettere su una cosa..
Apple e allo stesso tempo altri siti e blog dedicati e correlati rilasciano i vari consigli su come ovviare al problema, ovvero:

  • Disattivare il 3G
  • Disattivare le notifiche Push
  • Abbassare al minimo la luminosità
  • Limitare la navigazione in generale anche in Wi-fi

Etc etc..insomma Apple pubblicizza ogni volta in conferenze seguite in tutto il mondo le sue mille capacità e testa e rilascia per mesi le notifiche push e altre funzionalità, per poi consigliare di non utilizzarle per poter usare al meglio l’iPhone!
C’è qualcosa che non mi è molto chiaro in tutta questa situazione..
Tutto quello che so è che il mio telefono soffre il caldo e io pure!..uff

Due campagne del Museo del Fumetto di Lucca. Quella del “conto di JLdavid” riguarda l’edizione che si è appena conclusa questo Luglio (questo lo immagino, visto che dell’argomento non ne so nulla). Invece quella di Gesù è di un paio di anni fa. Mi sembra il chiaro esempio del come si possano fare due campagne con un concetto identico, ma allo stesso tempo due concetti diametralmente diversi, il raccontare una storia partendo da un’immagine il primo, e il farla parlare il secondo. In ogni caso sono entrambe campagne multisoggetto, quindi su google con un po’ di pazienza trovate anche le altre..sono molto carine ve le consiglio!

Sospetto che Apple metta delle sostanze assuefacenti nei propri prodotti.

Sospetto che Apple metta delle sostanze assuefacenti nei propri prodotti.