Conoscere persone nuove, parlarci, confrontarsi e scoprire che la pensano esattamente come te e che addirittura hanno le tue stesse passioni, è una delle cose migliori che possano succedere. E questo fine settimana, mentre intervistavo Cesare Rasini (alias @cesarerasini), è accaduto proprio questo. Seguo Cesare da tanto tempo su Twitter, ma non avevo mai avuto la possibilità di parlarci come in questa occasione e sinceramente non posso che essere felice di aver conosciuto una persona così intelligente, in gamba e affabile come lui, soprattutto perché di questi tempi è difficile incontrare brave persone. Cesare è davvero una persona con grandi ambizioni e sicura di sé e queste sono qualità che personalmente apprezzo molto in un essere umano. Detto questo, sono molto lieto di farvi conoscere una delle persone più creative e determinate di Milano, Cesare Rasini:
1. Racconta qualcosa di te, dove sei nato, quanti anni hai, che studi hai fatto?
Sono nato a Milano, dove ho vissuto tutti i 22 anni della mia vita (anche se è da una buona metà in poi che progetto di andarmene). Comunque è la città migliore che potesse capitarmi, perché le mie passioni principali sono la grafica e la pubblicità, e nel resto dell’Italia purtroppo non c’è un numero di agenzie paragonabili. Quindi in sostanza sono nato qui, ho studiato grafica e advertising all’Accademia di Comunicazione, sempre a Milano e ora sto per iniziare a lavorare, anzi, a dire il vero comincio tra poco più di una settimana!
2. Di cosa ti occupi in questo momento? E in cosa consisterà tuo prossimo lavoro?
Io sono in tutto e per tutto un Art Director, cioè in pratica mi occupo dell’immagine per quanto riguarda qualsiasi tipo di progetto, tipo spot in tv, copertine di libri, allestimenti di mostre, grafica di cd e quant’altro. Bene o male il 95% delle cose che abbiamo sott’occhio tutto il giorno (sì, anche il pacchetto del dentifricio!) è un’idea di un Art Director, spesso anche una sua diretta realizzazione e tra una settimana circa inizierò a fare precisamente questo!
3. Come e quando è avvenuto il tuo primo contatto col mondo della grafica?
Semplicemente attraverso il lavoro dei miei genitori, che hanno un agenzia di pubblicità e quindi computer con su programmi di grafica, con cui quindi ho avuto a che fare da sempre! Nella mia cameretta arrivavano i computer dismessi dai miei, quindi magari a 9 anni mi ritrovavo a giocherellare con Photoshop e quindi così ci ho preso la mano, poi la passione ha fatto il resto.
4. Sò che sei un Apple-Addicted, come è successo? e quando è iniziata?
È iniziato tutto il primo giorno di università, quindi ormai quasi quattro anni fa. Sono entrato in aula per la prima lezione, ci saranno stati circa 40 Mac e non ne avevo praticamente mai utilizzato uno. Mi sembrava di essere tipo un bambino in un parco giochi che vuole provare proprio tutto e non vuole mai uscire, infatti, da quel giorno non sono più uscito dal mondo della mela!
5. Che tipo di rapporto c’è tra la tua famiglia e quello che fai? Ti hanno sempre aiutato in questo?
Ovviamente i miei genitori non potevano che essere felici nel vedere che quello che era il loro lavoro piano piano diventava per me una vera e propria passione. Però io ho sempre cercato di staccarmi in ogni modo da loro in quel senso, perché mi sembrava troppo semplice e io volevo farcela solo con le mie forze. Sarebbe stato semplice una volta finito di studiare andare a lavorare da loro, ma non ho mai assolutamente voluto una cosa del genere e questo mio modo di pensare mi dona veramente tantissime soddisfazioni!
6. A Milano, c’è spazio per i giovani grafici? Cosa consigli alle persone che cercano lavoro in questo campo?
Se parli di giovani grafici che intendono farsi pagare bene ed essere presi in considerazione fin da subito, forse dovrebbero cambiare città. Forse meglio cambiassero anche nazione, di spazio ce n’è a volontà, ma è gestito da approfittatori, quindi l’unica cosa è rassegnarsi a farsi sfruttare e lavorare gratis per un po’. Quello che consiglio è di stringere i denti il più possibile e di non pensare MAI che la gente più brutta che si incontra, corrisponda alla realtà di come stanno le cose. La cosa che consiglio di più, è alimentare giorno dopo giorno, quella grande smisurata e infinita passione per quello che si fa. Quella, da sola, supera ogni ostacolo!
7. Guardando nel tuo futuro, come ti immagini tra circa 20 anni?
La mia Bio su Twitter dice tutto sull’argomento futuro. Mi vedo con tanto successo tra le braccia, tanta stima nelle orecchie, una bellissima famiglia davanti agli occhi, il profumo dell’autunno nella grande mela nelle narici e il sapore di una croccante soddisfazione sotto i denti (davvero, sono smodatamente ottimista).
8. Se un giorno invece dovessi ritrovarti senza più nulla tra le mani, senza soldi, senza una casa, qual’è la prima cosa che ti verrebbe in mente di fare?
Il mio lavoro è la pubblicità, quindi fondamentalmente convincere la gente che la cosa di cui gli stai parlando è migliore di un’altra, partendo da zero. Saprei ripropormi pur non avendo niente tra le mani e magari anche con un brutto aspetto in quel momento, troverei i miei plus anche in quella situazione e abbindolerei qualcun. Da lì pezzo per pezzo ricostruirei tutto, è deformazione professionale, sono portato a trovare degli aspetti positivi nei prodotti anche se in realtà non ci sono!
9. Cosa pensi delle nuove generazioni e dell’Italia di oggi?
Le nuove generazioni sono fortunate! Io sono nato nel 1987, non tanto tempo fa in fondo, ma per un bel po’ ti tempo non ho avuto a che fare con Smartphone e internet ovunque. Quelli di questa generazioni sono nati con una mentalità completamente diversa dalla nostra, quindi hanno una grandiosa fonte da cui attingere dentro di loro. Personalmente non sono assolutamente in grado di giudicare se la sappiano sfruttare o meno! Per quanto riguarda l’Italia di oggi, come si sarà capito dal fatto che parlavo di volermene andare, non sfrutta l’enorme potenziale che ha ed è paragonabile al terzo mondo. Non sto ad entrare in discorsi politici, ma è la tristissima verità..
Cambiamo argomento:
10. Twitter, parliamone, cos’è per te questo social? Lo consideri semplicemente come tale o per te c’è qualcosa di più?
Devo dire che per me Twitter è come una scuola. Io nella realtà, quando conosco una persona, cerco sempre di imparare qualcosa. Su Twitter hai il grandissimo vantaggio di poter conoscere e praticamente leggere nei pensieri di centinaia di persone alla volta, è una cosa talmente semplice che riesce a tirare fuori il vero da chiunque. Lì riesco delle volte a condividere un mio pensiero che magari nella realtà non direi, per il semplice motivo che su Twitter l’approccio porta la gente a capirti, cosa che spesso non accade. Quindi è una grande opportunità e un’enorme risorsa che ha anche cambiato in svariati casi il mio modo di lavorare, seguendo consigli di gente esperta.
11. E’ cambiato qualcosa nella tua vita da quando sei iscritto su Twitter?
Sono su Twitter da relativamente poco, circa marzo/aprile 2009, sono entrato in un periodo molto brutto e complicato della mia vita, non che le due cose siano collegate. Da quel momento in poi la mia vita è cambiata moltissimo, non direi GRAZIE a Twitter, ma è su questa piattaforma che ho scritto ciò che pensavo e ho parlato di come e perché tutto stesse cambiando, quindi ci sono molto affezionato da questo punto di vista.
12. TNS, sta cercando di dare spazio non solo alla tecnologia dal punto di vista dell’oggetto in se, ma vuole raccontare la storia di quelle persone che ogni giorno ci convivono e che lavorano grazie a questo, cosa ne pensi?
Trovo che sia la cosa migliore per affrontare la cosa, in fondo saremo anche circondati da oggettini che sono in grado di fare qualsiasi cosa, ma di certo ancora non possono parlare e pensare, quindi il punto sta nel capire quelli che sono la mente dietro a queste tecnologie. Lo trovo un punto di vista di cui pochi parlano e mi interesserebbe molto approfondire, non ne posso più di blog che danno la LORO versione sulle solite cose. Oltretutto mi sento una di “queste persone che convivono e lavorano con la tecnologia”, quindi, ottima idea!
13. Credi che l’evoluzione della tecnologia stia influendo negativamente sulla crescita delle nuove generazioni?
Credo che quelli che pensano alle varie tecnologie da introdurre sul mercato non siano dei pazzi sprovveduti. Sanno benissimo che il vero valore aggiunto non sarà mai dentro le loro macchine, ma sarà sempre dentro le teste di chi le usa, quindi non tenterà mai di rubare del lavoro al caro vecchio cervello, se mai cercherà di sfruttare il più possibile tutte le sue risorse. Quindi non dobbiamo preoccuparci per i giovanissimi d’oggi. Anzi, la loro creatività sarà spremuta anche meglio della nostra!
14. Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, questo è il momento per farlo :)
Posso dare un ultimo consiglio, valido per ogni essere vivente: Non bisogna smettere mai di essere curiosi, bisogna trovare in se stessi la capacità di vedere OGNI cosa da più punti di vista possibili e bisogna cercare di alimentare la propria creatività in ogni occasione, sia che uno lavori in un fast food oppure nell’ufficio design di una grande azienda, la creatività, la fantasia e la curiosità sono dentro TUTTI noi, e sono loro che non ci fanno invecchiare mai! Tutti hanno dentro una grande capacità, solo essendo certi di averla, questa viene fuori!
Cosame al solito ringrazio infinitamente Cesare e vi invito a guardare alcuni dei suoi lavori su Flickr e Deviantart, a breve sarà comunque online su cesarerasini.it il suo Portfolio completo.
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