Siamo negli anni dieci del terzo millennio. Il mondo è connesso e si parla continuamente. Leggiamo Wired prima di andare a dormire e leggiamo notizie da tutto il pianeta sui nostri smartphone appena ci svegliamo.
Di giorno, poi, ci ritroviamo a lavorare ed a parlare con gente che stampa le mail che riceve. Che parla di internet come un fastidioso diversivo, che pensa che stare bene a casa propria voglia dire che al mondo tutto va bene.
Siamo nati negli anni ottanta, chi poco prima, chi poco dopo. Abbiamo visto la tecnologia fare i passi davvero importanti, abbiamo visto uomini lottare concretamente per fare questa società. Abbiamo costruito questo mare immenso che è internet mattone su mattone, pagina su pagina.
È il momento, per le vecchie generazioni(e uso il termine vecchie con tutto il rispetto di cui dispongo, ed è tanto) di lasciare il sedile del comando a noi. Loro dimostrerebbero una rara intelligenza, e ne avrebbero bisogno, visti gli errori di valutazione di cui leggiamo ogni giorno, noi potremmo stampare questi decenni nei libri di storia dei nostri nipoti, sempre che si tratti di libri digitali.
Tutto questo è banale, avete ragione, ma è incredibilmente giusto, e dovreste banalmente ripetervelo fino alla nausea ogni giorno.
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